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Le dediche autorevoli

“A Mario Pachioli, sbalorditiva reincarnazione dei nostri Grandi, mano e spirito, che può ancora restituirci intatti i valori che possono rifiorire ancora. Con la mia più sincera ammirazione e amicizia. Franco Zeffirelli.”

Franco Zeffirelli (Regista)

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Mario Pachioli e Franco Zeffirelli

“Artista vastese operante a Firenze, professionista di grande valore, ha colto successi ed affermazioni nella brillante carriera artistica sottolineata da favorevoli giudizi della critica specializzata.
Dotato di squisito senso estetico ha recato all’estero, in più occasioni, l’impronta dell’arte italiana e la personale caratteristica monumentalistica.”

Motivazione premio “Il Golfo D’Oro – Stefania Rotolo” XVI° Edizione. Riconoscimento alla carriera artistica, Vasto (Chieti), 1998.

Per la sua scultura che parte da un rigoroso studio accademico che, liberandosi dalla soluzione oleografica, giunge a realizzazioni originali, adattando le sue immagini al suo mondo interiore, donando ad esse leggerezza e drammaticità, fino ad esprimere movimento a queste figure, quasi liberandole dai fluenti impasti della materia di cui sono composte

Motivazione premio “Medaglia Beato Angelico patrono universale delle arti e degli artisti”. Riconoscimento alla carriera artistica, Firenze 2005.

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Mario Pachioli con la moglie Erica e i critici d'arte Elvio Natali e Tommaso Paloscia, Firenze

“Lo scultore Mario Pachioli è stato mio allievo per quattro anni e cioè per tutto il corso, all’Accademia di Belle Arti di Firenze e lo ricordo con vivo affetto per la sua aderenza alla rispettosa disciplina degli insegnamenti, per il suo calore umano, per la civiltà dei suoi modi e lo ricordo anche per l’ammirazione che avevo fin da allora e tanta più ho adesso, per il suo talento artistico. 

Perché è un artista autentico, sicuro, convinto di quello che intende realizzare e ci riesce con una maestria che mi fa sentire orgoglioso di essergli stato insegnante.
Sa modellare il ritratto disinvoltamente ed anche nelle grandi composizioni sa trasfondere nei personaggi da lui creati, espressività ammirevoli.
Nel disegno, nella grafica, che sono sempre alla base di tutta l’incastellatura del figurativo, egli dimostra una padronanza meravigliosa sia che delinei paesaggi, nature morte o paesaggistica.

Io non sono un critico d’arte, sono un insegnante che giudica a distanza di anni il proprio allievo e posso dire soltanto che quel seme che ho visto germinare e poi fiorire nei quattro anni nei quali l’ho avuto sotto le mie cure, ha saputo ben attecchirire, ha messo solide e forti radici, fruttificando rigogliosamente.

A questo modesto giardiniere di intelletti e di capacità espressive, i lavori di Mario Pachioli non possono che riempire l’animo di soddisfazione.

E’ inutile quindi ogni augurio di successo perché questo non può che essere immancabile.”

Firenze 1997  Antonio Berti (scultore)

 
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